• la Coppia per la Coppia

La buc@ delle lettere: Il prima, il dopo

#LaBucaDelleLettere



Cari dottori vi seguo da tempo e trovo molto interessanti i vostri post e gli spunti di riflessioni. Vi chiedo solo un consiglio per chi come me sta facendo i conti con un tradimento che mi ha lacerato e spezzato dentro.

Dopo 20 anni di vita insieme, di sogni e speranze, um matrimonio e un figlio, all'improvviso tutto cambia e mi chiedo in cosa ho sbagliato. In fondo volevo una persona che mi amasse e volesse bene, che mi considerasse preziosa e speciale. Pensavo di esserlo per chi ho sposato, ma non è stato così. Non sono mai stata apprezzata e amata veramente e anche se ne ho sofferto molto in questi anni, non gliene ho mai parlato.

Il perdono è stato un atto di amore per me stessa e per entrambi, ma ora il problema è andare avanti. Vorrei dimenticare di essere stata offesa e umiliata, (il tradimento per me è questo). Cercare di andare avanti non è facile perché sembra tutto come prima, ma non lo è. Non posso fare a meno di pensarci e ciò mi da dolore.

Non riesco in fondo ad accertarlo. Che devo fare?

Grazie fin da ora per il consiglio che mi darete. Siete speciali.


#perdutamenteimperfetta




Cara E.,

cominciando dalla fine, ci colpisce l’hashtag finale che hai messo nella tua lettera, e ci viene da chiederti: come mai ti senti perdutamente imperfetta? Rispetto a chi? Rispetto a cosa? E’ sbagliato essere imperfetti?

Dalle tue parole traspare tutta la dedizione rispetto alla relazione con tuo marito, nonostante tu stessa affermi di non essere mai stata apprezzata e amata. Ne sei proprio sicura? A volte può succedere che determinati eventi negativi e molto dolorosi ci portino a rivalutare negativamente una relazione a 360 gradi dandogli una lettura distorta a causa dei sentimenti di rabbia e tristezza che si possono provare dopo un tradimento.

Prova a distinguere un prima e un dopo rispetto al tradimento che hai subito, prova a comprendere se veramente la vostra relazione è stata così terribile come descrivi. Nella tua lettera parli di sogni, di speranze e di progetti che avete condiviso insieme, quelli restano. Vostro figlio resta. Però, perché se sono anni che non ti senti amata e apprezzata, non gliene hai mai parlato? In base a quale evento o ragionamento ti domandi “in cosa ho sbagliato”?


Il tradimento in sé è personale, è di chi sceglie di tradire. E’ vero che solitamente rappresenta il sintomo di una coppia in difficoltà, ma non necessariamente deriva da una mancanza da parte del compagno/a, ovvero non per forza la causa è l’altro partner.

Dopo un tradimento, la chiave da utilizzare con se stessi è nel ricostruire e non nel demolire. Quest’ultimo è un atteggiamento distruttivo che seppur comprensibile non agevola l’elaborazione dei sentimenti rispetto all’evento. Elaborare l’evento non significa solo capirlo razionalmente, ma accettarlo emotivamente. Soprattutto accettare il cambiamento e l’idea che non sarà possibile un ritorno allo stato pre-crisi e/o pre-trauma. E’ molto doloroso, ci si sente da soli, abbandonati e necessita di tempo, ma è possibile.


Nel ricostruire una relazione è importante stare nell’oggi, nel “qui ed ora”, in quello che succede nella giornata, senza sforzarsi a tutti i costi di ricreare la stessa routine o le stesse abitudini; come dici anche tu “sembra tutto come prima, ma non lo è”. Ed è proprio questo il punto, accettare un tradimento comporta la ricostruzione ma allo stesso tempo il ribaltare in parte una routine di coppia, ovvero, non si può pensare che le cose possano tornare ad essere come prima perché sarebbe un’utopia e una negazione dell’evento stesso. Il ricreare le stesse dinamiche potrebbe solo portare a fare il gioco del “trova le differenze”, ce ne sarebbero troppe, sarebbe frustrante. Il tradimento c’è stato, e lo sforzarsi di rimettere a posto le cose nella maniera identica a prima comporterebbe solo il rendersi conto che tutto è diverso ed è insopportabile.

In un modo o nell’altro il tradimento, oltre ad essere traumatico, insegna anche qualcosa e segna il punto dal quale decidiamo di ripartire. Il paradosso è che l’evento va tenuto a mente, non dimenticato, anche perché paradossalmente “dimenticare” un evento così doloroso risulterebbe in una negazione/diniego e quindi un costante vissuto di sofferenza di base, alla lunga molto più difficilmente gestibile. Con ciò che è successo cosa posso farci? In cosa vorrei che la situazione cambiasse? Cosa è in mio potere rispetto a questo cambiamento? Cosa può fare l’altro per me, oggi?


A prescindere da quale dei due partner tradisca, è importante essere chiari rispetto ai singoli bisogni: in nessun caso si può essere da soli nel portare avanti una ricostruzione. Bisogna comunicare ciò che si sente, ciò che si desidera e decidere insieme quali possono essere i passi da fare per quel pezzo di strada in più: l’importante è che siano passi nuovi. Se una coppia ha voglia di ri-cominciare può essere utile, rispettando i tempi di entrambi, nell’andare gradualmente a scovare quali sono le dinamiche che hanno portato al distanziamento emotivo. Se si riesce a identificarle e si ha la voglia e l’energia di affrontarle insieme, la coppia avrà una nuova vita da portare avanti.


Ti mandiamo un caro saluto.


Dott.ssa Cavalieri, Dott. Orelj

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